Vittore Anessi
Un sogno tra sport e pasticceria
Classe 1939, Vittore Anessi proveniva da una famiglia di umili origini. Sua madre era casalinga, mentre suo padre, reduce della Seconda Guerra Mondiale, lavorava come impiegato di banca.
La famiglia Anessi si dedicava all’allevamento di animali e alla vendita di sassi per la costruzione delle strade. Fin da giovane, Vittore scoprì il suo grande amore per il calcio. Tuttavia, le necessità familiari richiedevano che trovasse un lavoro per contribuire al sostentamento del nucleo familiare. Così, iniziò a lavorare come panettiere, continuando comunque a coltivare la sua passione per il pallone.
Nel frattempo, a metà di Via Garibaldi a Gavirate, due anziane sorelle gestivano un bar pasticceria chiamato “Bar Milano”. Vittore iniziò a lavorare lì come pasticcere. Quando le sorelle decisero di vendere l’attività, nel 1963, Vittore insieme al fratello Pino, la rilevò, avviando così la sua carriera imprenditoriale. I fratelli iniziarono la produzione di Brutti e Buoni: mentre Vittore si dedicava alla produzione e al perfezionamento della tecnica, il fratello si occupava delle vendite. La produzione iniziale era di circa 10 kg a settimana ma, grazie alla crescente domanda, aumentò fino a raggiungere gli attuali 100 kg al giorno. Un grande boom si verifica soprattutto nel periodo natalizio, quando il cesto di Brutti e Buoni con la bottiglia di champagne va a ruba.
UR SÄU DE GAVIRÀ
Fai su a duu a duu in di so cart coulouraa,
ligeer coumè’ na gala e bei spoungaa,
ta fan subit pensà a quj bei tousan
che quel ca ta proumetan lour ta dan.
Da cousè in fai? Da roba genuina:
niscioeur, mandoure, ciar d’oeuv e vanillina,
e poeu zucour a vel e – a vouloutà –
r’aria fina ca gh’è chi a Gavirà…
Ra riceta l’è antiga e poch la san
or segret à l resist da tanti an
E in doua’l sa coumpra? Doua sa po’ trouvà
Ma chi in da nun, o gent… Naturalment a Gavirà.
– Vittore Anessi
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Una delle grandi imprese di Vittore fu la promozione dei Brutti e Buoni presso una vasta clientela. Lo fece sempre con stile e con grande cuore. Amava profondamente la sua Gavirate e i Brutti e Buoni, ed i cartelloni pubblicitari che realizzò all’epoca ne erano una chiara testimonianza. Riportavano sempre la scritta “Gavirate città dei Brutti e Buoni”. Mai su un cartellone pubblicitario appariva il nome “Antica Pasticceria Milano”. Questo gesto gli procurava i dolci rimproveri della moglie Olga che spesso lo accusava di promuovere i Brutti e Buoni e Gavirate anche per gli altri produttori. La sua risposta, decisa e carica di fiducia, era sempre:
“Tu lascia che le persone arrivino a Gavirate e assaggino i Brutti e Buoni, saranno loro a decidere quale sia il migliore”.
Vittore Anessi si unì al Gavirate Calcio, portando la squadra a eccellenti risultati e rimanendo un punto di riferimento per la comunità sportiva. In occasione del 70° anniversario del club, organizzò un grande evento, facendo realizzare un “Brutto e Buono d’oro” come omaggio per gli ospiti. La sua passione per il territorio si rifletteva in ogni iniziativa. Partecipava a numerose competizioni sportive, distribuendo i suoi dolci ai tifosi. Un esempio è la gara ciclistica delle Tre Valli Varesine, durante la quale i Brutti e Buoni venivano lanciati dal famoso furgone bianco e arancione, tutt’ora simbolo della pasticceria. Ancora oggi, l’Antica Pasticceria Milano continua a collaborare con le realtà sportive locali, un impegno per la comunità che viene onorato anche dal campo del Gavirate Calcio, a lui intitolato.

